Those who can, do. Those who can’t, teach

Pensare all’ultima volta che è partita un’auto in corsa di qualcuno che non rivedrai più, alla prima volta che è partito un sorriso. Alle strade che hai percorso sana e salva quando 10 minuti prima un’altra macchina ha avuto un incidente mortale.
Ai cornicioni caduti immediatamente dietro di te dici grazie, a quelli davanti dici meno male che non mi sono aggrappato.
E invece lo sei, aggrappato. E sei aggrappato sempre a quello che spendi, non a quello che risparmi. Perché allora ti risparmi?

E’ meglio piangere i morti, o compiangere i vivi?
Se fare la prima o la seconda dipende da quanto vuoi vivere o da quanta vita hai intorno?

Ho perso la bussola, voglio da te km di strade in discesa senza mai salire.
Dicono che non è possibile. Allora sali tu e riportamela, calibrata su una direzione sola perché sono stanca di aprire strade senza chiuderne mezza, alcune buone solo per le ragnatele.

In fondo quest’anno mi ha insegnato che sono quella che non fa ma che sa come si fa.

 

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Una risposta a Those who can, do. Those who can’t, teach

  1. poetella ha detto:

    anch’io, sai, so come si fa a non fare…
    e infatti non faccio.
    Ma forse dovrei.
    Solo che non so come si fa.

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