Humanly Incorrect

Quando lavoravo in casa editrice, mi toccava andare a prendere i giornali in edicola tutte le mattine. Una delle cose più carine di un lavoro carino. Anche perché a tenermeli da parte era un ragazzo davvero carino.
La cosa di lui più abbagliante era il sorriso. Ce ne sono altre di cose abbaglianti che gli appartengono, per esempio la bellezza della moglie (o compagna, non so), la sua acutezza nel dirti la cosa giusta per migliorarti la giornata, una forma di intelligenza in via d’estinzione che io non ho visto mai nelle consuete categorie di genii.
In un anno intero, approssimativamente 300 giorni di lavoro, non ha mai smesso di sorridere. Non ha mai fatto una battuta infelice, volgare, fuori posto, cosa che a Roma è più frequente della pioggia.
Nel suo «ti svegli con calma signorina» non c’era mai il «sono in piedi dalle 5». Non c’era né nelle sue occhiaie, né nel racconto rapido del weekend, nella prospettiva della giornata futura. Non c’era la conseguenza egoica del bello che pensiamo, il gradino di realtà che rende brutto e imperfetto tutto ciò che è sotto il cielo.
Tipi che non annoiano, pensavo.
Tipi che sono sempre felici, speravo.
Ora scopro che non è tutto perfetto nella sua vita, lo deduco da un handicap che mi è successo di captare, dedurre per caso e senza diritto alcuno. Credo di non sbagliare se penso che qualcosa oscuri quella luce che lui emana. Lo vedo chiari negli occhi di chi ha messo al mondo. Ma lui mi direbbe di sì, ché sbaglio. Che l’amore non dipende dall’amore, che la luce non dipende dalla fortuna o dalla disgrazia e ora capisco il motivo del politicamente corretto. Del perché si ha paura a pronunciare qualcosa di delicato, pulito, e a giudicare qualcuno dal sorriso perché scotta di gioia.
Credo che dio abbia messo lui a quell’incrocio, in quel gabbiotto di modelle, facce da Vanity e guerre di Internazionale perché io lo vedessi sorridere.
Perché tutti quelli che hanno la fortuna di mettere il cuore negli occhi possano vederlo sorridere.
O sorridere perché.
O sorridere nonostante.

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4 risposte a Humanly Incorrect

  1. romolo giacani ha detto:

    Si è felici perché e nonostante, si sorride perché e nonostante, si ama perché e nonostante. Non sta in piedi l’uno se non c’è l’altro. Un po’ come Starsky & Hutch o come cacio e pepe

  2. domenicomortellaro ha detto:

    Io non vedo dicotomia avverbiale!

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