PER SCRIVERE UN CAPOLAVORO

Me l’ero persa strada facendo. Tra le sue più belle (anche se lo dico di tutte)

massimobotturi

Per scrivere un capolavoro
bisogna avere voglia di tante, troppe cose.
Bisogna aver passato le ore mani sporche
in fabbrica o in un carcere duro
in sella a un sogno,
sul ventre di una donna che gode.
Bisogna avere i calli e le scarpe troppo strette
una vicina nuda al balcone
gli occhi buoni
per tutte quelle tinte di cielo mareggiato.
Per la felicità dei bambini, per le oche
le capre e gli animali in cortile.
Bisogna aver patito del freddo e niente in tasca
di quel cappotto vecchio, l’eredità di zio
ferito sopra i monti, la libertà, il coraggio.
Bisogna aver mangiato del buio in piatti sporchi
bevuto il vino nuovo dei nonni
là, seduti, in agonia per tutta la notte.
E poi morire, tornare a dire che non c’è nulla
tutto è qui:
le gambe delle donne e gli uccelli
i nidi
i tuoi.
La musica degli ossi…

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7 risposte a PER SCRIVERE UN CAPOLAVORO

  1. massimobotturi ha detto:

    ma che sorpresa!

    grazie

    🙂

  2. poetella ha detto:

    Massimo ci riesce sempre a scrivere capolavori!

  3. massimobotturi ha detto:

    ehm…troppa grazia ragazze

    🙂

  4. lilasmile ha detto:

    ma che troppa grazia, è la verità, Massimo scrive capolavori e grazie a te Cactus per aver ribloggato! 🙂

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