La paura di tutto

Il passo falso con lui e la storta alla caviglia di lei. La pioggia di ogni città è tutta uguale , come pian piano i visi dei morti e dei vivi e gli effetti collaterali si autodistruggono, si autodimenticano. Come gli affetti collaterali.
1726 mail ti ricordano che sei al mondo.
Consapevolezza e spossatezza vanno insieme al supermercato, come andare al contrario in treno, nemmeno per loro è facile la dimenticanza, si piazza sotto la lingua e non è orosolubile in mezzo alla gola. Annichilire la volontà è l’antidoto alla paura di tutto. Conoscevo una donna, quarant’anni di bellezza verace, che non veniva più toccata dal marito. Si è fatta ricoverare, urlava “mi brucia il sangue, ribolle il sangue” è nessuno l’ascoltava. Forse aveva diagnosticato la passione, e nessuno le ha creduto. chiudere il petto è una malattia secondo me ma è una cura per te e per il resto del mondo se guardi visi vuoti vuoti e paura del passo. Non ho mai visto occhi più piccoli e spaventati dei tuoi, si aprivano come un abisso, ci entravo senza bagagli, senza kit di sopravvivenza e dopo un po’ avevo sete come ora, come sempre. Non ho mai visto prima di conoscerti la paura del passo vero, prima esisteva solo la paura del passo falso. Niente è bene e niente è sorriso, dice l’abisso, ma di questa normalità dobbiamo fare ammenda o abitudine?
1726 mail sono sempre meno dei capelli che cadono.
Il sapore metallico che ho in bocca chissà se somiglia alla pallottola, alle goccine di ferro che ci davano da piccoli per renderci più forti. Finestre chiuse per carità, perché non esca quest’apatia nemmeno per sbaglio nemmeno per amore.
1726 mail sono sempre poco rispetto a quello che sei capace di fare con amore addosso.
Ti dicono che è sonno ma il sonno è colpa tua. Allora ti dicono che è colpa tua. L’estate più fredda l’estate più calda, il mambo delle intenzioni, la paura del perché, la soddisfazione del motivo, la traversa sbagliata di una notte insonne, la traversata vana che ha avuto l’effetto contrario, se fai il giro torni al punto di partenza e stai così male al mondo che sta cosa non è vera mai. Non ti salva lo ye-ye, nemmeno la moda del lento, nemmeno la moda del letto.
La testa piena d’acqua affoga le cose o le fa galleggiare? Pesa come un macigno, ma com’è che tutta quest’acqua non spegne nessun incendio? Vi ammiro voi pompieri d’incendi, vigili di tutto, delle regole e del giusto mezzo.
Consapevolezza: non essere mai svegli equivale a non dormire mai.
Consolazione: se chiudo gli occhi di fronte a tutto questo, tutto questo non esiste. Giusto?
Nemmeno le 1726 mail.
Nemmeno io.
Il che spiegherebbe perché alla tombola che ho organizzato stanotte per i rifugiati siriani, non c’era nessuno.
Un mondo senza pugni a pranzo, un sonno senza sogni a cena, un passo senza immaginazione per colazione, grazie.
Tanto pago sempre la pensione completa anche senza fame, per sicurezza, per abitudine, per paura di tutto.

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