Ognuno è boia di qualcuno

– Hai paura?
– Sì, ho paura di non rivedere mai più la mia famiglia.
– Questo è quello che dicono i militari. Tu hai un cervello. Di cosa hai paura tu?
– Ho paura di morire.
– Questo ha più senso.
– Mi prendi in giro?
– No, voglio sempre sapere cosa pensate prima di morire.
– Quante persone hai ucciso finora?
– Meno di quante vorrebbero morto me.
– Perché lo fai?
– Non farmi queste domande o rischi di morire prima della scenetta in tv.
– Eh no. Io ti dico cosa si prova prima di morire, è una grossa verità. Tu mi dici perché devo morire ora.
– Dai su, sarebbe come chiedere a te perché sei nato. O perché l’erba è verde. O perché mezzogiorno viene prima di mezzanotte.
– Qualcosa di simile agli assiomi.
– Qualcosa di simile alle idee.
– Da quanto non leggi un libro che non sia il Corano?
– Ne avrò letti tre in tutta la mia vita. Forse una decina, se consideri quelli a scuola.
– Dove sei stato a scuola?
– Nel Maine, poi mio padre si è trasferito a Buffalo per lavorare e io l’ho seguito.
– Per poche miglia non finivamo a scuola insieme sai? E hai studiato come incappucciarti e sgozzare persone non pericolose? Vorrei vedere se qui ci fosse un capo di stato. Ci sono concetti che valgono per ogni religione, come la paura e l’opportunismo.
– Ti lascio sputare solo per evitare che ti caghi sotto, a proposito di paura. No, non ci sono concetti assoluti. Io ho il mio e se ti uccido diventa anche il tuo. E poi devo ricordarti che appena tredici anni fa c’è stato molto di più che questa recita scolastica che stiamo per fare.
– A occhio e croce tu tredici anni fa venivi ancora allattato.
– Stai cercando di slegarti per caso?
– No, mi sollevo solo per farti vedere quanto la mia merda sia uguale alla tua e insieme siano uguali a quella di Allah.
– Che fai, provochi? Solo perché sai che non posso ammazzarti prima della recita. Tu invece non hai studiato? Non sai che il rispetto di me passa attraverso il rispetto per il mio dio? Dirai quello che ti ho chiesto di dire, che devono smettere di bombardarci perché non siamo più un ammasso di contadini che si ribellano, ma un gruppo armato forte e competente.
– Competente? Non hai nemmeno finito le scuole.
– Lo dirai?
– Lo dirò, semplicemente perché lo penso.
– Come, scusa?
– Vedi dove sta la vostra idiozia? Credevi di aver preso il simbolo dell’americanismo cattolico e invece ti sei ritrovato uno studioso di islamistica che politicamente la pensa come te. Forse i tuoi informatori hanno avuto la tua stessa istruzione.
– Hai voglia di scherzare? Questo humour delle vostre tivvù è insopportabile, è questo che ci rende così feroci.
– Smettila di pregare. Che dice il tuo dio di me? Tu vai in paradiso, ma l’ammazzato che fa?
– Silenzio.
– Se io indossassi quel passamontagna e avessi in mano quel coltello sarei te, giusto?
– Non capisco.
– Sì, voglio sapere cosa serve per essere te…
– Serve una giustizia, che dio ha creato per te, serve che ognuno paghi i propri debiti di infedeltà, serve che nessuno pretenda di bombardare una terra solo perché è più ricca di un’altra e serve rispettare le leggi. Ma rispettarle davvero, non come fate voi. Sentire uno scopo dentro, che è più forte della tua vita stessa, il motivo per cui vivi, per cui sei al mondo. Per voi è il lavoro, il figlio, la casa, la barca, il marito. Per noi è l’amore di dio.
Siamo qui, anche quando non succede niente, aleggiamo sul vostro mondo che ci distanzia e giudica le nostre elezioni o non elezioni, i nostri sistemi di governo e di culto, noi siamo qui. Per l’amore di dio. Per combattere l’ingiustizia. Per un’idea, vecchia di millenni, che ci ha messo al mondo.
– è per questo che ci fate paura. Perché in voi c’è un’idea che noi non abbiamo più da millenni. Non parlo di religione, ma di tenacia, di fedeltà estrema a ciò che è di tuo padre, di un tuo antenato e che unisce. Non credo di ricordare l’ultima cosa che ha unito il mio popolo che non fosse un torneo di football. Lo sai che ti dispiacerà uccidermi, vero? Lo sai che preghi benissimo ma razzoli solo per soldi?
– Sta zitto.
– è che secondo me sei più bravo a parlare che ad ammazzare. Ti ci avrei fatto più insegnante che boia. Che fai, piangi? E l’idea? La Scrittura? L’amore di dio?
– Senti, facciamo così. Puoi non parlare. Prima che io ti sgozzi, dico. Puoi non dire nulla.
– E se dicessi che sei un uomo giusto, che crede troppo in una realtà che non esiste solo perché è di suo padre, di un suo antenato e unisce il suo popolo? E solo perché non riesce a trovare in questo brutto brutto mondo un’idea SUA altrettanto soddisfacente?
– Diresti il falso, e te ne accorgeresti il secondo dopo.
– Da morto, dici? Guarda che la vittima della jihad qui sei tu, non io.
– Pregherò il mio dio per te, dopo averti ucciso. Ho rinunciato a un milione di cose per questo. Credi che non volessi anch’io una vita normale? Ma se ami, se credi come io ne sono capace, non ci sono vittime a sufficienza.
– Ci sono molti modi di credere.
– Non per me. Per me credere è fare e credere in dio è fare guerra per lui.
– Allora dirò ciò che vuoi, a patto che tu smetta di uccidere dopo di me e cominci a insegnare.

– Un’ultima cosa, boia. Che gusto provi ad avere tutto questo potere sul mondo?
– Lo stesso che proveresti tu, se oggi non stessi per essere ucciso. Se solo ogni giorno non lo sprecassi senza scopo.

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Una risposta a Ognuno è boia di qualcuno

  1. euro150 ha detto:

    Niente da aggiungere se non grazie
    Stella

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