La magia dei ruoli

Sai cosa facciamo adesso? Ti prendo con la forza e ti spingo in macchina. Spero di non dover ricorrere a sedativi e altri mezzucci del genere. Non mi porterai a questo, vero? Non mi guardare con quegli occhietti impauriti, sono sempre io, non mi riconosci? Sali in macchina ti dico, ascoltiamo questa canzone, così ti metti a fantasticare come le femmine e ti senti a posto con la tua camicia a quadri sbrindellata. ho pure l’aria condizionata visto come sono fornita. micacomete. Smettila di lamentarti, smettila di dire che non ci vuoi venire, lo so che non ci vuoi venire, altrimenti te l’avrei chiesto. Non avrei dovuto imboccarti in casa distruggendo 300 euro di serratura blindata.

Adesso andiamo al mare, quale mare non lo puoi sapere, cosa c’è prima e c’è dopo nemmeno. Basta con le domande, che dubbi hai? Sempre dubbi che non mi interessano, non fare la femmina ti dico. Ti ho comprato un altro cellulare, dammi il tuo, dammelo ti dico,  dammi il tuo cellulare o mollo lo sterzo e andiamo a sbattere e poi devi ripararmi la macchina. Non è vero che i miei ricatti ti fanno schifo, li ami tutti, li aspetti ogni giorno con tutta la foia possibile. Dammi sto cellulare ché l’uscita dell’autostrada è vicina. Ooops mi è scivolato dal finestrino. Peccato, vorrà dire che faranno tutti a meno di te, tanto se qualcuno deve morire al massimo rischia di morire con te, non senza.

Bene, ora che hai un nuovo cellulare puoi giocarci mentre io guido, se fai il bravo ti compro anche una cosa che ti piace. Facciamo l’amore in spiaggia? Da quanto tempo non fai l’amore all’aperto? Se tutti facessero l’amore all’aperto i bambini non avrebbero più domande. Sai che pace…No, vabbè, che vuol dire che nonciriesci e tivergogni? Ma non scherziamo, tu ti vergogni di tutto, allora siamo fottuti e non in senso buono.
Guarda, se non smetti di lamentarti come una moglie col mestruo ti imbavaglio e ti metto nel cofano, ché tanto l’occorrente lo avevo portato perché sapevo che prima o poi ti saresti ribellato.
Ti vuoi rilassare un po’? Che palle.
Tanto siamo arrivati. Non opporre resistenza, ti dico che non ti affogo, facciamo solo il bagno. Ahhh, hai paura dell’acqua. Sai cosa si fa quando si ha paura? Si fa un passo avanti.
Ogni volta che ci sporgiamo da un dirupo o da un balcone ci vien voglia di saltare giù, hai notato? La vertigine non ti fa mai andare indietro, ma ti attira come un vortice. Mio nonno mi diceva che era il diavolo a chiamarmi ma appena si voltava io mi riarrampicavo. Poi ero al primo piano, al massimo sarà stato un diavolo scamuffo.
Vabbeh, se non sai nuotare, devi lanciarti in acqua lo stesso. Ti tengo io, promesso.
Che fai, piangi? No eh. Non ero pronta a questo, non fare la femminuccia.
Ok, restiamo un po’ sulla battigia, siediti e calmati
Che vuoi dire con “non sono pronto ad essere un bambino vero, voglio restare di legno?”
Ma allora perché mi ha chiamata quella baldracca della tua fata turchina? Che ha fatto tutto questo tempo?
Lasciati abbracciare.

Splash.

Tu  muoviti verso il largo, io vado a comprare le sigarette.

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31 risposte a La magia dei ruoli

  1. Senti, per quanto possa valere….mi piace tantissimo questo pezzo.

  2. Wish aka Max ha detto:

    Certo che Glenn Close ti fa un baffo eh…

  3. learcopelagatti ha detto:

    Mi piace un sacco.
    E non lo dico “solo per rispondere ai tuoi commenti sarca-disfattisti sul mio blog”. Eh.
    ( 🙂 )

    • mododidire ha detto:

      Ah Learco, Learco
      di parole tu sei parco
      ma quando ti diletti col racconto
      superi invero ogni confronto

      • learcopelagatti ha detto:

        Oh tu, Macondo Macondo (cometichiamo?)
        mentre aspetto ti rispondo
        (sto aspettando la mia pizza
        e l’aspetto con gran stizza
        che di fame sto morendo
        mentre qui ti sto scrivendo)

        Che mi dici ‘sì gagliarda?
        Certo tu sei gran bugiarda.
        Io che pure troppo parlo
        come dentro avessi un tarlo
        che mi scava nella gola
        strada poi per la parola.

        E che dici del racconto?
        Troppo buona sul mio conto.
        E perché mi scrivi in rima?
        Che a veder la tua di prima
        come può la mia risposta
        esser senza versi posta?

        Ecco arriva la mia pizza
        ma non c’era più la stizza.
        Sottovoce ti rivelo
        che qui a scriverti con zelo,
        più la fame non sentivo
        anzi un po’ mi divertivo.

      • mododidire ha detto:

        Oddio.
        Oddio.
        Non lo faccio più, promesso
        Non lo faccio più.
        Sono turbata da quanto sei bravo.

        e comunque io sono Mododidire, lo sanno tutti, quella che non sa scrivere in versi nemmeno se glielo insegnano 😦

        forse però so indovinare la pizza. Dammi un indizio

  4. learcopelagatti ha detto:

    (Oh no, Mododidire, fallo, che io mi diverto un sacco)
    Ecco oddio. La pizza. Se indovini vengono poi fuori gli altarini dei miei gusti strani. Mh. È abbastanza semplice, in realtà. Una margherita più un solo ingrediente. Banale ma non il più banale. A te.

      • learcopelagatti ha detto:

        (Ahahah) no. Strano ma non quanto una margherita con le olive (anche se voi romani avete delle strane idee di strano, con le pizze). È roba non vegetale.

      • mododidire ha detto:

        Beh, ma allora è facile. è cotto, crudo o salame. (Non stai a Roma, quindi non è salsiccia).

        “Voi romani” ce sarai. Io sono apolide 🙂

      • learcopelagatti ha detto:

        Oh, invece sto proprio a Roma. E ” “ce sarai” sono apolide” è un ossimoro. Comunque sì, uno di quelli. Ma. La domanda è. Quale?

      • mododidire ha detto:

        Non lo so, io prendo sempre la margherita con cotto e tutti lo trovano strano, o peggio, me la portano bianca. BIANCA, capisci? Come se potesse esistere a sto mondo una pizza bianca. Se voglio mangiare in bianco vado in ospedale, no?

      • learcopelagatti ha detto:

        Oh beh, a proposito di cose romane, a me le vostre (sì, lo so che sei apolide, mi piace far arrabbiare) pizze bianche con cose grassissime tipo pancetta e strani formaggi, mi piacciono. O anche altre. Ma insomma. Non c’entra.
        È crudo.
        E tutti lo trovano sommamente strano. Ma almeno me la portano rossa.

      • mododidire ha detto:

        perché non si chiama “margherita con crudo”, si chiama San Daniele.
        Ché poi non è MAI San Daniele, perché è troppo figo per le pizzerie (soprattutto quelle d’asporto) ma la pizza si chiama così. E questo mi fa pensare a quando facevo gli auguri di onomastico alla mia amica Daniela con la foto della pizza al prosciutto, ma questo è un aneddoto idiota. L’altro aneddoto idiota è che io, calabra (per tal ragione vorrei essere apolide), non so dire la parola “prosciutto”. Pare che io la pronunci in modo strano, ma nessuno mi sa dire come e così sono condannata a morire pronunciando male “prosciutto”. Non ti interessava, ma leggendo hai finito la pizza 🙂

  5. learcopelagatti ha detto:

    E pure i supplì. Allora se sei calabra (non calabrese?) sei apolide per davvero e non ti prendo più in giro. Solo che io tendo alla curiosità, non posso vivere senza sapere come lo pronunci.

    • mododidire ha detto:

      Non metterò un widget col player solo per farti sentire “prosciutto” sul blog. Anche se in effetti aumenterebbero le visualizzazioni dei deficienti di wordpress… 🙂

  6. learcopelagatti ha detto:

    (Ah! Macondo è il blog come il posto del romanzo. Ora capisco.)
    Se ci ripensi dimmelo, però. Intanto se un giorno entro in pizzeria e sento qualcuno che pronuncia prosciutto in modo ambiguo facciamo che glielo chiedo, se sei tu.

    • mododidire ha detto:

      Learcopelagatti invece che posto è?
      è in Veneto, sicuramente.
      Ma non ti chiamerai davvero così, vero? (poi, i dubbi ti vengono).
      Voglio proprio vederti a chiedere in giro “scusa, sei Mododidire?”

  7. learcopelagatti ha detto:

    Va bene, occhei, mi hai scoperto, non lo chiederei. O forse troverei una perifrasi adeguata per chiedere. Chissà.
    Learco Pelagatti io l’ho scritto da qualche parte sul blog, che l’ho fregato. Learco è il nome di uno scrittore, Pelagatti il cognome di un personaggio di un racconto. Eh. Suonava tanto bene.
    Che poi comunque l’account wordpress è più vecchio di qualche anno, rispetto a questo blog. Per dire.
    E addirittura scavando sul mio blog (ma non proprio sul blog) trovi il mio nome che non è poi tanto più comune di Learco. Io, scavando, il tuo, lo trovo?

  8. sn185 ha detto:

    È talmente strano che non ho capito quali sensazioni possa darmi, però mi piace. E pensare che avevo anche preso tempo per definire il commento, e invece non sono riuscita a capirci nulla lo stesso 😀

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