Di carne, di pesce, di rivoluzione

Questo è il periodo dell’anno in cui si inizia tutto con un verbo all’infinito. Fare, dire, pensare. Ma poi si ha anche paura di certi infiniti mentitori.
È più saggio determinare il tempo e l’azione, anche in questo periodo dell’anno in cui starnutire è come bestemmiare.

È più saggio mangiare carne e pesce insieme e farla sembrare una rivoluzione.

Solo tu ami la mia bocca
Il vuoto tra le labbra che ti ricorda il tuo
il sapore dei denti di cui ti vergogni

Chissà se lo insegna Baricco a raccontare col verbo finito.
Gli accumulatori compulsivi di ricordi non possono chiamare nessuno che sgomberi il cervello. E meritano di morire con il cervello pieno, che è la morte più brutta dopo quella per  soffocamento. Che è la nostra morte. Amen.

Solo tu ami quello che nessuno ama
Vedermi sollevare il manico della borsa
prima di scendere dal treno

Ho visto l’azione e la reazione e nessuna mi ha soddisfatto. Resta quel leggero languorino di vita ogni volta che te ne vai, ma anche ogni volta che ci sei. Perché niente basta e non si dice mai basta a niente.

Non è da te muovere i piedi
non è da me far collidere i mondi
non è da noi rotolare nel vuoto a perdere

senza garanzie
come se fossismo.

 

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15 risposte a Di carne, di pesce, di rivoluzione

  1. Erre ha detto:

    Anche mare è un verbo all’infinito? Perché lo dicono tutti in questo periodo.

    Io, comunque, nonostante le mie origini calabre, nonostante ami il mare, ho sempre preferito il menù di terra. In particolare quello di terra dei bambini: hamburger e patatine fritte. Il pesce mi annoia. E anche questa è una rivoluzione.

  2. icecamp ha detto:

    Fare, dire, baciare. Sì, è già estate. E’ su “lettera e testamento” però che non ho mai capito tanto, e di lettere sì che ne ho scritte, di testamento però no, e forse è meglio. Io mi sa che non li capisco mai fino in fondo questi giochi dell’estate. Etciù (che all’infinito farebbe “etciutare”?)

  3. Wish aka Max ha detto:

    Dire fare baciare lettera testamento. Per favore. Già ne ho poche di certezze. Le cinque dita della penitenza no eh. Quelle non si toccano. Prima dire poi fare. Eccheccazzo.

  4. intesomale ha detto:

    “Fabbricare fabbricare fabbricare
    Preferisco il rumore del mare
    Che dice fabbricare fare disfare
    Fare e disfare è tutto un lavorare
    Ecco quello che so fare.”

    Io dico dire dare diradare
    ridare ridere dimensionare
    e ridimensionare e poi ridire
    ridicendo ridendo e poi ridando
    e rimettendo tutto al quando.

    (che se mare è un infinito allora quando è un gerundio)

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