Essere me

Quindi metti che io abbia imparato a controllare il freddo sotto i vestiti, perché con la mente si controlla tutto. E che io abbia imparato a controllare il tempo e l’idea che ogni carezza meno fugace sia un furto alla catena produttiva. E metti te sulla spiaggia di quando ero bambina, che ti dico sempre che c’è sempre il sole e non è vero, spesso il cielo è coperto e le nuvole incidentano le spighe incolte che vedi lì dietro, le vedi? Sassi e spighe, e forse pure siringhe.
Metti che è una sera con poche stelle e lontano c’è solo un falò di sconosciuti, metti te che suoni questa canzone e me che smetto di preoccuparmi dell’effetto della sabbia grossa sul legno della chitarra. Metti che inizio a ballare e tu non vedi più il cielo, e che il tuo cielo diventa il mio vestito nero con un buco sulla schiena che a me sembra bello, ma che è stoffa attorcigliata intorno in fondo…

Metti che il mio vestito diventa il tuo cielo, e tu non vedi nient’altro, nient’altro, nient’altro e non senti più note e rumori e malvagità e ipocrisie e doveri e perché. Metti che credi di aver trovato la pura felicità e che io non mi sto preoccupando della salsedine, della piega indecente sotto la brezza, della gente che si tuffa a pochi metri da noi in quello che potrebbe essere una distesa di fango per quel che ne sappiamo con questo buio. Metti una bugia, anzi due, due bugie senza scrupoli che ci uniscono anziché il contrario. Metti che al secondo attraversamento pedonale della tua lingua io non vedo più cosa c’è intorno, che al calore delle mie mani tu non vedi più nemmeno le stelle, potremmo essere in una stazione, per quanto ne sappiamo.

Metti anche che io riuscissi a essere questo, con l’aiuto delle tue mani, dei tuoi capelli, del tuo vino, sbagliando e sbattendoti sui denti perché senza l’errore non c’è entropia, metti che io riesca a bagnarmi senza fuoco, io che programmo tutto, che so rispettare gli orizzonti d’attesa, che odio le sorprese e non le faccio, io che ancora pianifico ciò che è naturale, un piede di fronte all’altro e schiena dritta e che godo delle lodi che questo mi procura.

Se anche io potessi, per qualche regalo di me a me stessa, essere questo, ci saresti comunque tu a predisporre tutto prima che arrivino gli invitati.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Daily, Nugae. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Essere me

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...