A(utu)nni

L’autunno è routine più delle altre stagioni. Se non fosse per le ricorrenze dolorose e non, che perseguitano le ore, diresti che non esiste, per quanto sta a metà. Per quanto non lo vedi, non lo odori, non sapresti dargli un inizio e una fine. Come la vita vissuta in proprio.
Un noi che diventa io si spezza in un niente e a volte bastano le luci della città, la tua, la nostra di un futuro solo immaginato, a illuminare dolori così vecchi e aperti che hai perso la speranza di risanare.

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Una risposta a A(utu)nni

  1. poetella ha detto:

    sbagliato.
    mai perderla.
    mai!
    Tutto può sempre succedere…

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