How at my sheet goes the same crooked worm

Lottare contro il coraggio non conviene. È come sbranarsi da soli. Parte proprio da chi sei, cantava quello lì. Quella lì invece se l’è tatuato.
Io non mi sono mai tatuata neanche il cazzo sulla testa di cazzo che sono e forse avrei dovuto, ché quella roba appassiona i poeti punk più dell’iperattività, della chitarra, della fica. Piena di cose che non ho fatto, rischio di vomitarle tutte qui, trematetremate.

E quindi mi chiedo cosa vuol dire lottare contro il coraggio per rimanere al proprio gelido posto, ché non si ricevono applausi per quello a cui si rinuncia.

Lottare contro il coraggio è più di una battaglia persa e meno di un suicidio, è una lenta massacrante agonia di cose che non dici. E le cose che non dici, lo sappiamo tutti noi vestali delle parolecose, piano piano non esistono più.

Esiste il giornale, il caffè al bar, le elezioni, il lavoro che non costa fatica, quello che costa fatica richiede parole che non vuoi più dire. Niente che costi passione si può fare con il rimorso di non aver combattuto contro il coraggio del “giusto”, se non insieme, quantomeno.

Lottare contro il coraggio vuol dire combattere pur sapendo che vuoi perdere, che vuoi lasciargliela vinta, al coraggio, che vuoi dargliela e che si prendesse anche tutto il resto che senza la forza non ti serve più.
Lottare contro il coraggio vuol dire non cedere a quell’impulso straordinario che dice molla tutto e raggiungimi, anche se non so niente, non è vero che so stare al mondo, anche se ho imbrogliato e sono fatta di argilla, ti prometto che ti inventerò le istruzioni per tutto, dal camminare all’amare.

Lottare contro il coraggio vuol dire che non sai chi ha vinto o chi ha perso, chi si è fatto male e chi si è fatto bene, vuol dire che la lama del perché preme sulla carta la plastica la guancia delle tue giornate, e basta un movimento brusco per perdere contro il coraggio e correrti incontro. E chissà quanto brusco invece dev’essere vincere contro il coraggio e lasciare che la lama ti scalfisca anche la tomba. E quindi fare v(u)oto di non correre più.

Immobile come un ragno aracnofobico, mi scuso per questo viso condiviso mai abbastanza, per il troppo che ho fatto mio, per quella bava di lumaca che mi lascio dietro e che l’asfalto assorbe in poco. Perché chiederti un sinonimo di vincere contro il coraggio è già perdere.

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3 risposte a How at my sheet goes the same crooked worm

  1. Vorrei dirti, ma non so trovare le parole, non sono all’altezza, però, volevo sapessi, per quel che vale, che se fossi stato in grado di trovarle, giuste, confortanti e del livello appropriato, ecco, io ti avrei detto.

  2. poetella ha detto:

    io non le cerco neanche, le parole.
    Sono già tutte qui.

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