Silenzio Assenza

Mi tocca parlare di assenza per chi è muto. Mi tocca fare da voce a chi amo. Mi sono presa questo compito e me lo tengo stretto.

Ma parlare di assenza mi è sempre difficile. Definire quello che non c’è è una contraddizione che mi fa pulsare le tempie.

L’assenza è quando scopro che il suo cantante preferito ha fatto un album nuovo, e io non l’ho ancora ascoltato perché nessuno mi ci ha rimbambito.

L’assenza è quando la sagoma di un incontro veloce che ho rallentato con ogni goccia di vino mi cammina accanto e dorme con me ogni notte senza che io la possa toccare.

L’assenza è tutte le persone che ho lasciato andar via, perché dietro la timidezza, un sacco di volte, si nasconde la noncuranza.

L’assenza è me che me ne sto seduta qui, di fronte alle piante da interno di mia madre, che mi rinfacciano di essere meno vegetali di me, e invece sono lì e ti sto tenendo la mano, mentre ti addormenti. A chiederti di fare l’amore, se ti svegli all’improvviso.

L’assenza è mettere un punto a queste parole, alzarsi dal pavimento e capire quanto niente di tutto ciò sia tattile, visibile, vibrante o dimostrabile. A quanto niente di questo esista.

Infine, l’assenza è la cosa di cui ho più paura al mondo, ed è quella che mi viene promessa più spesso.

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Questa voce è stata pubblicata in cahiers de doléances, Love, Memories. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Silenzio Assenza

  1. bakanek0 ha detto:

    Incisiva l’ultima frase…

  2. Molto bello. Davvero. Da brividi.

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