Favole del buongiorno

Vasilij lavora ormai da mesi tutti i giorni davanti alla mia finestra. Se ne sta mai fermo sospeso su un’impalcatura enorme a un sacco di metri da terra e quando la mattina controllo che tempo fa, spesso mi dà il buongiorno con un sorriso, rendendo un po’ meno surreale il fatto che lui e i suoi colleghi passeggino intorno ai miei davanzali.

Vasilij è slavo, non so di dove precisamente e parla italiano piuttosto bene, anche se si ostina a parlare veloce come se parlasse la sua lingua. Deve avere trent’anni, ma ne dimostra qualcuno in più, come tutti gli uomini che lavorano sotto il sole. La sua, poi, che il sole mediterraneo lo vede da poco, ne risente parecchio. Ha dei sottili occhi azzurri e somiglia moltissimo al mio ex ragazzo calabro (i misteri di Mendel, vai a capì).

Fa sempre lavori di precisione, pavimentazioni con piastrelle minuscole, piccole cornici, da un po’ di giorni dipinge la parte di facciata che contorna il portone del condominio con mano ferma e un pennello minuscolo che fa pensare che non si sbrigherà mai più. Stamattina stavo aspettando che si asciugasse una roba ancora fresca spalmata per terra, prima di andare a lavoro e osservavo le sue pennellate ipnotiche e il lento e scrupoloso movimento delle mani. Quando all’improvviso mi è venuto da dirgli:

«Hai mai pensato di fare il pittore, – disambiguando con – il pittore che dipinge i quadri?»

Lui mi ha guardato con aria che mi ha fatto sentire molto meno stupida di quanto mi aspettassi di sembrare e ha risposto con un sorrisone: «è quello che sto facendo!»

Poi ha guardato in corrispondenza delle mie scarpe, ha preso un’enorme tavola di legno, più grande di due me, e l’ha stesa per terra, per farmi passare senza che mi sporcassi da un lato all’altro della pozza di calce.

Mi innamoro di tutto, ogni tanto.

“Ho raccontato a Orhan questa storia che non si può disegnare pensando che un giorno potrà scriverla. Gli ho dato senza imbarazzo le lettere di Hasan e di Nero, e i disegni di cavalli con l’inchiostro ad acqua trovati addosso al povero Raffinato Effendi. Lui è sempre nervoso, di pessimo umore e infelice, e non ha mai paura di essere ingiusto con chi non ama. Perciò, se ha descritto Nero più confuso di quello che è, la nostra vita più difficile di quello che è, Şevket cattivo e me più bella e insolente di quello che sono, mi raccomando, non credete a Orhan. Perché non ci sono bugie che non inventerebbe per rendere più bella la sua storia e fare in modo di essere creduto”. (Orham Pamuk)

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5 risposte a Favole del buongiorno

  1. Una bella storia, ogni tanto.

  2. itacchiaspillo ha detto:

    è bella sì! 🙂

  3. cyniscimisme ha detto:

    Complimenti.
    Anche a me mi hai fatto innamorare, ogni tanto.

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