Ai miei tempi

Il vostro rumore di stoviglie, quello della domenica casalinga, e il mio rumore di treno.
E un giorno la nuova me fatta di acido ialuronico racconterà da scandalistici freepress su tablet retroilluminati a richiesta quant’eravamo stupidi a spostarci con i piedi e a quanta energia andava sprecata a fare l’amore con il corpo.
Perché la prima me lo sa, che siamo i pionieri di un nuovo modo di essere, bello come una rivoluzione ma che ci sembra triste come una decadenza.
Quello che per noi è mortale, amore mio, prima o poi sarà la norma. Come tutto ciò che, per non morire, diventa normale.
I noi 2.0 non si toccheranno più, non giocheranno con la pelle e i loro contatti saranno proiezioni dei loro stessi pensieri, dei sogni rispettosi del reale e del reale profumo delle cose.
Facciamo che io ti immagino qui con me, adesso. E ti immagino mentre guardo un pesco fiorito che per i poeti farà sempre primavera.
Facciamo che ti immagino accaldato, con le maniche della camicia arrotolate e dei polsi anche più grandi dei tuoi.
Ecco, il mio cervello mappato -nel mondo di poi- avrà ragione, i tuoi polsi saranno come io li vedo ora, e le tue maniche, e il tuo modo di arrivare e sedermi vicino. E pensarti vicino sarà averti, e sarà accontentarsi di un senso a turno. Vuoi la vista o il tatto fatto di sensori cerebrali?
Ci scambieremo regali tridimensionali che si potranno stampare comodamente da casa senza vedere il sole. Le webcam non trasformeranno il colore degli occhi e sistemi accurati di sicurezza faranno sì che nessuno menta sulle questioni su cui nella realtà non si può mentire. Passeggeremo insieme a chilometri di distanza e l’unico momento di vicinanza ai nostri figli sarà quello del parto. Non saremo mai soli, mai, ma sempre potenzialmente conoscenti di tutto il mondo.
I funerali si terranno in videoconferenza, i monumenti verranno eretti in mondovisione e trasmessi in 3D e saremo eterni e in ogni luogo, come gli dei.
E se ora l’assenza delle tue labbra mi sembra piu amara del peccato originale, la me del futuro potrà averle in real time, insieme a mille altre me del futuro, salvo ritrovarci umide e sole.
E l’esclusiva di nessuno, l’eredità di tutti. Di nessuno il merito e di nessuno la colpa.
Ci aspetta la versione beta dell’amore libero. Fra un sacco di tempo, però.
Agli sfortunati, la maledizione di vederlo prima.

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6 risposte a Ai miei tempi

  1. poetella ha detto:

    mi lasci sempre senza fiato.
    Ed è meraviglioso pensarti così giovane e ancora con tanto tempo davanti per diventare sempre più brava.
    Viva!

  2. bakanek0 ha detto:

    Fra un sacco di tempo, dai!
    Mi piace come scrivi. Buonissima settimana 🙂

  3. odinokmouse ha detto:

    Chissà, se quando sarà normale dare all’esistenza del prossimo il valore che diamo alla nostra, non avremo odore. Sei bravissima.

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