Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano…

“La vedi quella ragazza seduta a quel tavolo in fondo, pieno di gente? Non è di qui, ma nessuno ha mai capito da dove viene, perché mente ogni volta. La chiamano Ossessione, ma nessuno è davvero sicuro che si sia sempre chiamata così.
Si guarda intorno, sta cercando una figura che le disturba il sonno e anche la veglia da anni, e da anni non riesce a trovarla. Chi conosce questa storia pensa che non esista, che è solo frutto della sua fervida follia e lucida fantasia, ma lei continua a cercarla nella birra scura che ha in mano e nel fumo che soffia.
Potrebbe essere un uomo, una donna o anche un beduino del deserto per quel che ne sappiamo.
Solo una volta mi ha parlato di lui, dice che è ovunque e non è da nessuna parte, un po’ come dio, ma che se fosse lì non avrebbe nulla da temere, nessun sole a scottarlo, dice. Io non ho capito, ma l’ho lasciata parlare come si fa con i matti perché quella sera ero innamorata di lei, e non mi importava che quella figura fosse un uomo. Mi importava dei suoi racconti e delle sue labbra, le volevo sul mio seno e nient’altro.
Osservala mentre si dirige verso il bancone, osservala mentre si volta per cercare uno sguardo, per paura che qualcuno entri da quella porta cogliendola alla sprovvista, e non qualcuno, uno solo, forse proprio quello che non esiste. Poverina.
Eppure è stata diversa, io l’ho vista.
Qualche settimana fa abbiamo parlato davanti a un amaro e mi ha raccontato di questo ragazzo che ha la bocca dolce come il miele e dei capelli che sembrano scesi dal cielo per farla addormentare, e poi ha strozzato in gola che però lei deve far pace con il suo veleno, che quello che sta cercando è il contrario di miele.

è strana, ma forse strana bella.

Se ne sta con questi tacchi altissimi che sono fuori luogo in un posto così, e lei deve saperlo, perché a Ossessione non sfugge nulla, sai? E poi perché li porta male, come una passeggiatrice stanca. Stasera.
Ora non sta facendo altro che guardare quella scacchiera, forse guarda una partita finita, o sa giocare a scacchi, non so. Tu sai giocare a scacchi? Starà pensando a una mossa da Ossessione, la sta consumando con gli occhi, secondo me la vede sbiadita, chissà dove vuole arrivare, si muove, si alza, non prende pace.
Però parla con tutti, e provoca solo alcuni, ora mi vedrà e vorrà venire a salutarmi credendomi un’amica, mentre l’unica cosa che io vorrei fare è accarezzarle la nuca.
No, non mi ha visto, parla di astrologia con gli archeologi di quel tavolo, sì sono tutti di archeologia e studi orientali, sai che palle. Ma lei un argomento lo trova sempre, guarda: non sa niente di niente, ma finge bene impastando quello che capta con le antenne dei sensi, dovremmo imparare.

Con tutte le carte che poteva prendere ha appena preso i tarocchi, per sbaglio, o forse no. Che ci fanno i tarocchi qui tra gli scacchi e scarabeo?
Forse quel ragazzo gay che le siede di fronte vuole insegnarle a leggerli, ma non può è una cosa che non si può fare così alla leggera, fermalo Ossessione, fermalo.

Cosa sta cercando secondo te?

Qualcosa che sta fuori di lei, di sicuro, a tratti anche lei sembra fuori di sé.
Sembra che stia nelle due scarpe della vita, quella in cui si fa la spesa e quella in cui si sogna, ma puntualmente ricade in quella che calpesta la merda. Ossessione mi fa incazzare da morire, perché vuole le risposte senza fare le domande.

Uh guarda, è arrivato L., e l’ha anche puntata con sicurezza. Dici che se lo fila? Quello che traduce tutto ma di lei nulla, Ossessione lo sa benissimo, ma può darsi che un posto glielo trovi nella sua risata, tra lo zucchero e il miele di una pelle, il veleno di un’altra lontana.”

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4 risposte a Ma gli sfuggì che il senso delle stelle non è quello di un uomo, e si rivide nella pena di quel brillare inutile, di quel brillare lontano…

  1. intesomale ha detto:

    La partita nella foto è assurda, è una sfida alla ragione. Vedo cinque pedoni bianchi che sono in posizione iniziale, ma alfiere e regina, che non possono saltare, in qualche modo misterioso sono stati mangiati, senza alcun sacrificio di torri nere capaci di attaccare in orizzontale (e poi ammettiamo che il re bianco fosse in A1, come c’è arrivato? Come arrocchi se c’è l’alfiere bianco di sinistra in mezzo alle balle?)… Forse un gioco differente? Una partita giocata senza regole? Oppure qualcuno ha disposto i pezzi sulla scacchiera un po’ a casaccio, qualcuno che per qualche motivo aveva voglia di pensare che lì si fosse giocata una partita… perché di tutto quello che potrebbe esser successo o succedere su quel tavolo, la cosa più innocua sarebbe proprio una partita

  2. poetella ha detto:

    gridare o no…
    qui c’è da leggere.
    Almeno.
    Viva!

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