Antico testamento

Solo qualche ora per terra. Al caldo e alla pioggia afosa del nord Italia. Solo questo mi è rimasto. E poi luci suoni colori voci grida, un concerto stupendo. Un concerto che sapeva di me e di te e dei nostri discorsi sul tetto di un palazzo dove tutti potevano guardarci tutto, anche sotto i vestiti. Piccoli sgorbi disegnati durante l’ora di religione. Immotivati litigi di chi ancora qualcosa da perdere ce l’ha. Sentirsi grandi insieme e piccoli da soli e viceversa, con poco. E arrabbiati. Sempre.

Aerials. Antenne. Sempre pronti a captare qualcosa l’uno dell’altra. Ogni istante da quando sono nata apparteneva a te e a me. Spaventoso. Troppo. O troppo poco. Fetale, probabilmente. M. che dice “niente unisce come la musica” mentre siamo lì per terra stanchi e sofferenti ad aspettare che i System suonino un’adolescenza, tante adolescenze, un amore. Forse.
Puoi cambiare abito, lavoro, città, vita, come fai. Puoi anche cercare di morire e ricostruirti pezzo su pezzo e sperare che esca fuori qualcosa di meno mostruoso di ciò che eri. Ma non puoi cancellare cose che hai visto, mani che hai toccato. Non puoi farlo anche quando non sei di questo mondo. Ti rendi conto che nessuno ti può raccontare? nemmeno io. era solo questo a provocarmi dolore.
Più arrivi in alto e più i riflettori sono puntati su di te, più sbiadisci. Come negli incubi in cui sei nudo in mezzo alla gente.
E anche se ora sei tutto per tutti e niente per nessuno, guardati indietro. Una volta tanto.
Guarda quei bambini che si stuzzicavano con cattiveria, covando qualcosa che non sarebbero riusciti a controllare.
Guarda quei ragazzetti incazzati figli di cose belle, che coltivavano del marcio per superare un luogo e un’età.

Guarda quelle fughe da scuola, quei nonavrestidovuto, non essere così, quei soprannomi incomprensibili.
Guarda pure quanto erano niente. Quanto erano merda. Guarda pure quanto eri diverso da me, a sapere tutto e capire tutto con quella mente magica. Guarda come ancora io capisco e so davvero solo con la pelle. Meno con il cervello.

Ma, almeno, guarda. E non lasciarmi portare da sola il peso di un ricordo gigante e impareggiabile. Non mi ha mai schiacciato, in realtà. E mai lasciato. Si è solo trasformato in una maledizione.Nonavrestidovuto

L’adolescenza è un’età potenziale

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3 risposte a Antico testamento

  1. stealthisnick ha detto:

    sono pronto a scommettere che il caldo afoso non era così caldo nè così afoso rispetto a quello di un 30 maggio di un bel po’ di anni fa

    paragonare i concerti non posso, perchè a questo non c’ero

    • mododidire ha detto:

      Non posso paragonarlo, perché a quello di un bel po’ di anni fa non c’ero io… Il caldo di Milano è fastidiosissimo! e la pioggerellina londinese ancor di più! 😉

  2. semiseria ha detto:

    Comunque questo post fa piangere… 🙂 Contenta d’averti ritrovato, leggo a ritroso, mi fai compagnia in redazione!

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