Rivelazioni in fase rem

Ho dormito così profondamente che al mio risveglio ho pensato fosse entrato qualcuno ad addormentarmi col cloroformio e ho controllato se il pc (che amarezza dirvi che è la cosa più preziosa che ho, non come valore in sé ma perché c’è la tesi dentro) era ancora sulla scrivania. Un po’ come quando mia madre non mi risponde al telefono e io penso che sia arrivata un’alluvione e me la immagino in ufficio quasi ricoperta d’acqua che cerca di uscire in strada salvando i documenti. Sono una persona ansiosa, sì. Fuori dal normale. Come quando sono uscita per la prima volta con il F., dicendogli “fammi uno squillo quando arrivi a casa”, ignorando che abitasse dall’altra parte del quartiere. Credo di aver perso anche quel briciolo di sex appeal che poteva trattenerlo a un raggio di qualche chilometro da me, in quel preciso istante. E vabbè, fuori un altro. (Per la cronaca. Si è fatto vedere solo qualche altra volta dopo, facendomi ipotizzare che la sua presenza dipendesse da terremoti, congiunzioni astrali, eclissi di luna e altri episodici avvenimenti o catastrofi naturali o da qualcos’altro di ugualmente naturale e meno catastrofico). Guardo anche tanti film, perdo di vista il vero.

Sapevo esattamente ciò che volevo finché non ho incontrato il F. Sapevo anche cosa NON volevo, sapevo cosa non ero, non ero una che rincorre le persone ad ogni costo. Per esempio. Ora non so cosa sono, e non so più che voglio. E la colpa è del contrariodime che mi ha aperto un mondo fatto di piedi freddi sotto le lenzuola e serie tv che più stupide non si può, di stomaco chiuso e racconti che gli tiravo fuori con la forza e abbracci caldi che ti sciolgono dentro come la nutella sui waffel caldi. Un mondo durato complessivamente una cinquantina di ore, poi crollato sotto le macerie di altrodafare.

Quello che è venuto dopo non mi è bastato più, e non può farmene una colpa nessuno, né l’amica frustrata, né quella cinica. Non sono sentimentalmente viziata, mamma. No. Ho solo fatto una scorta di dettagli stupendi e non voglio rinunciarci. Devo aver pensato questo, mentre dormivo. Perché mi sono svegliata con il pensiero che no, non voglio rinunciarci.

Il resto è ancora troppo poco.

Mi manca il tuo odore e tutti gli enigmi che stanno dietro di te.

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